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Un’altra domenica senza i propri tifosi. L’Igea 1946 penalizzata e dimenticata nella gara d'esordio



(SPORT)


>Si parla di un problema burocratico? Roba da scherzi a parte per chi credeva che tutto fosse stato risolto<


Chi domani si aspettava di poter assistere alla prima gara d’esordio casalingo al d'Alcontres-Barone di Barcellona rimarrà deluso, per un problema di natura burocratica. In ogni caso si tratta di un impianto sportivo di una capienza di settemila posti, che domani non potrà ospitare i propri tifosi durante la prima gara della stagione, che avrebbe consentito di salutare e dare il benvenuti a l’intero staff.


Allora la domanda nasce spontanea: a cosa serve avere un impianto di una certa capienza quando in altre cittadine con una capienza molto inferiore il pubblico potrà tranquillamente assistere alle gare casalinghe della propria squadra?


Una cosa è certa, qui qualcosa probabilmente non è stata perfezionata, o forse, più di una. Bisogna fare chiarezza, portando a conoscenza i motivi di tale problematica.


E’ impensabile che una piccola società di calcio come l’Igea 1946 venga penalizzata e privata dalla presenza dei propri sportivi, dovendo giocare in casa nel proprio stadio a porte chiuse. Si potrebbe trattare di scarsa sensibilità nei confronti di chi fa grossi sacrifici per allestire una compagine che in ogni caso rappresenta l’intera città.<

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