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La Giunta Calabrò non inizia sotto i migliori auspici. Commenta così il Movimento Città Aperta


Non si è fatto attendere il comunicato del Movimento Città Aperta dopo che ieri il neo Sindaco Pinuccio Calabrò ha presentato la nuova giunta di Palazzo Longano. Insomma già rumoreggiano in città gli sconfitti, e i malumori anche degli scontenti della stessa coalizione, rimasti fuori dalla nuova giunta di centrodestra, quelli che hanno sostenuto, con numeri alla mano, la candidatura del primo cittadino.

Come tutti in città, attendevamo le nomine a completamento della Giunta Calabrò, con la speranza che ad affrontare questo delicato compito venissero scelte persone di alto profilo, con competenze specifiche atte a risollevare quei settori chiave in grave sofferenza.

Ci dispiace constatare che così non è: le nomine rispondono a mere esigenze di rappresentanza di quote politiche e, senza entrare nel merito delle qualità professionali e personali di ognuno, è evidente che si tratti per lo più di nomi già noti da cui ci si potrà aspettare ben poco di nuovo o di incisivo. Stupisce la scelta di confermare in Giunta Filippo Sottile, già vicesindaco, dopo una campagna elettorale all’insegna del “disconoscimento” pubblico e corale dell’amministrazione Materia.

Spiace tra l’altro evidenziare come proprio Sottile sia stato tra quanti hanno fatto meno sentire la propria presenza in Giunta e sia di fatto “scomparso” durante il delicato momento del lockdown a discapito del suo importante ruolo. L'immediata sostituzione dell'ing. Natale Munafó ci fa ripiombare nel clima di instabilità e scarsa trasparenza del recente passato ed è l'ennesimo esempio di mancato rispetto per l'elettorato.

La nomina di Viviana Dottore come unica donna, peraltro neofita della politica, sembra essere stata dettata solamente dai vincoli imposti dalla legge in merito alle quote rosa. Infine, colpisce la presenza di Dario Paterniti, un politico di vecchio corso proveniente da Tortorici e presentato come tecnico.

In uno dei ruoli più delicati, quello dell'assessore al bilancio, sarebbe stata imprescindibile la presenza di un profondo conoscitore della realtà barcellonese che potesse trovare il giusto equilibrio tra la necessità di risanamento, la strada dello sviluppo e la tutela dei più deboli.

Ad eccezione di Paterniti comunque la mancanza di specifiche competenze rende difficile anche un pronostico sulle future deleghe e fa pensare che ci vorrà del tempo per la Giunta per mettere a punto azioni di governo che invece, soprattutto in alcuni settori, dovrebbero essere incisive e tempestive.

Infine, il metodo di scelta dei sette assessori e i malumori esterni e interni che già sono trapelati, purtroppo sono la conferma che la Giunta Calabrò non inizia sotto i migliori auspici.

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