• Redazione

Il Segretario generale del comune di Barcellona Torre chiarisce sui 46 lavoratori ASU


                                       #RestaAcasaBarcellona365Notizie


Ho assistito in questi giorni alle più svariate affermazioni in merito al procedimento per la stabilizzazione dei 44 lavoratori ASU che il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto aveva meritoriamente avviato, tramite l’Ufficio personale, ancor prima del mio approdo all’incarico di Segretario Generale e che io non soltanto ho condiviso ma che ancora oggi, come ben sanno gli stessi lavoratori, sottoscrivo appieno. Debbo infatti far rilevare a tutti coloro che oggi si esercitano sul tema che una cosa è l’applicabilità della misura di deroga assunzionale rispetto alla dotazione organica prevista dal comma 495 dell’art. 1 della Legge 160/2019 (finanziaria 2020) e ben altracosa, invece, è la possibilità che dette misure in Sicilia possano essere finanziate con i fondi dello Stato secondo le previsioni del COMMA 497 della medesima legge. Le sigle sindacali maggiormente rappresentative, del resto, (ricordo specifiche note pervenute su questo specifico tema da parte della CISL, oltre che dal CSA e dal MGL) ad eccezione della sola UGL, hanno concordemente esortato o condiviso il percorso poi intrapreso dal Comune di Barcellona Pozzo di Gotto per la stabilizzazione in deroga degli ASU. E’ pacifico, infatti, che gli ASU attualmente utilizzati dal Comune rientrano nel bacino dei lavoratori socialmente utili di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, e all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 280, nonché dei lavoratori già rientranti nell'abrogato articolo 7 deldecreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e dei lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità, ed è questo che legittima senza tema di smentita il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto - quale loro Ente utilizzatore - di potersi valere della formula specifica di cui all’art. 1, comma 495 della Legge 160/2019. Per diverso aspetto, sarebbe bastato leggere la deliberazione della Giunta Municipale di questo Ente n° 52 del 13/02/2020 per rendersi conto, immediatamente, che per finanziare il percorso di stabilizzazione la Regione Siciliana, con D.D.S. n. 4911 del 23/12/19, ha già assegnato al Comune di Barcellona Pozzo di Gotto il contributo complessivo pari ad € 1.672.175,40 (unmilione seicentosettantaduemilacentosettanta-cinque/40 Euro) che verrà liquidato in n° 5 rate annuali dell’importo unitario di € 334.435,08 a decorrere dall’esercizio 2020 e fino al 2024, sicchè il falso problema che potrebbe derivarne dalla mancata possibilità di applicazione del comma 497, ovvero di ricorrere al finanziamento statale, nel caso di specie, è cosa assolutamente irrilevante. E va evidenziato che in presenza di specifico finanziamento regionale della misura questo Ente nessun contributo avrebbe mai potuto richiedere allo Stato poiché, come del resto esplicitato nella stessa delibera della Giunta Municipale, detta possibilità era espressamente esclusa dalla Circolare n. 5550 del 30.01.2020 del Dipartimento della Funzione Pubblica, emanata solo qualche giorno prima dell’attivazione dei provvedimenti posti in essere da questo Comune. Chi oggi grida alla presunta inapplicabilità in Sicilia della legge in virtù della quale il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto ha chiesto al Ministero di poter procedere alla stabilizzazione in deroga degli ASU, dovrebbe, invece, porsi un interrogativo semplice ... dovrebbe chiedersi, cioè, perché il Ministero dell’Interno, piuttosto che respingere l’istanza, ha richiesto l’invio della documentazione di cui al comma 495 della medesima Legge 160/2019 che consiste, per l’appunto, nei documenti relativi alla dotazione organica, al piano di fabbisogno del personale ed a quelli comprovanti il rispetto dei vincoli assunzionali previsti dalla vigente normativa (Piano performance, Bilanci e consuntivo, oltre al Piano azioni positive adottato annualmente ed a tutti gli altri strumenti che la legge considera strumentali e propedeutici per le assunzioni di personale)….!? La norma predetta, infatti, va in deroga, ma non prescinde affatto, né potrebbe farlo, dall’esistenza di detti documenti che il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto, alla stessa stregua di ogni altro Ente sul territorio nazionale, deve necessariamente produrre ai competenti organi nel momento in cui decide di procedere al reclutamento di personale e che sono relativi a vicende gestionali del tutto estranee alla mera deroga prevista dal comma 495 della finanziaria 2020. Mi sconcerta invece che qualcuno abbia soltanto potuto immaginare la volontà (di chi?) di tenere “riservato” un atto proprio di un procedimento amministrativo che, invece, per sua intrinseca natura è assolutamente “pubblico”. Non vedo, poi, come qualcuno abbia potuto pensare che la “notizia” fosse tenuta nascosta nel momento in cui, come potrà confermare lo stesso giornalista, nessuna difficoltà è stata frapposta dall’Ufficio Personale cui la nota COSFEL è stata consegnata dal Protocollo, a fornire direttamente nelle sue mani non solo detta missiva ma anche tutti gli altri atti relativi a detta pratica. Vero è, semmai, che il documento è pervenuto al Comune nel pieno dell’emergenza da coronavirus, in un momento in cui tutte le pubbliche amministrazioni, al pari di ogni attività pubblica e privata nel territorio nazionale ed oltre, funzionano a ritmi ridotti e con tutte le proprie energie concentrate sulle questioni dell’emergenza. Per questo la lettura che si è inteso dare alla vicenda risulta assolutamente avulsa dalla realtà fattuale e consegna una dimensione distorta delle iniziative avviate da questo Ente, le quali - è bene precisare - non sono nemmeno minimamente sfiorate o influenzabili da eventuali percorsi interni di riqualificazione del personale di ruolo. Come ho avuto modo di spiegare personalmente agli stessi lavoratori, e come del resto appare evidente anche dalle notizie riferite dalla stampa, l’Ufficio Personale, su mia diretta sollecitazione, ha condotto in questo periodo un’accurata ed approfondita analisi circa le potenzialità assunzionali del Comune che oggi, per effetto delle incipienti cessazioni dal servizio e di quelle già verificatesi specie in quest’ultimo periodo, risultano alquanto copiose e consentono, quindi, di poter tranquillamente disporre di ampi e consistenti margini di manovra per ognuno dei due distinti percorsi di valorizzazione del personale, oltre che per il reclutamento dall'esterno di nuove figure. Evidenzio inoltre, ma solo per precisare ulteriormente la questione, che gli artt. 4 e 5 del CCNL del 21/05/2018, a differenza del passato non prevedono più per “gli andamenti occupazionali” che venga esperito il confronto e nemmeno che vi sia l’informativa sindacale e che, quindi, anche per questo motivo nessuno può manifestare sorpresa per il fatto che sin qui non siano state convocate riunioni formali. E’ mio costume, tuttavia, pur sempre nel rispetto dei distinti ambiti di competenza, di tenere nella massima considerazione l’apporto che può provenire dai sindacati e quindi ciò verrà sicuramente attuato anche in occasione della presentazione della programmazione del fabbisogno di personale per il triennio 2020-2022 che proprio in questi giorni sto direttamente predisponendo e che a breve potrà essere deliberata dalla Giunta Municipale. All’interno di questo documento verrà condensato il lavoro fatto in questi mesi non soltanto per la definizione delle procedure che riguardano i lavoratori ASU ma anche per il riassetto funzionale dei vari settori anche mediante le varie forme di valorizzazione del personale, compreso quello assunto a part-time, al fine dell’implementazione della maggiore efficienza possibile di una macchina amministrativa che, per certi versi, presenta certamente alcuni meccanismi da adeguare. Mi permetto, pertanto, di affermare che occorre rifuggire ai proclami e agli allarmismi, laddove invece è necessario, perché sia la legge che le stesse vicende finanziarie dell’Ente lo impongono, che tutti comprendano che si sta lavorando con serietà e metodo per riscontrare la richiesta dal Ministero e ciò, ovviamente, non soltanto per gli ASU ma per tutti i possibili eclutamenti che l’Ente dovrà fare, peraltro il più velocemente possibile al fine di conseguire il necessario rimpiazzo di posizioni strategiche, rimpiazzo che diventa particolarmente urgente perché parte significativa del personale attualmente in servizio andrà in quiescenza da qui a pochi mesi. Approfitto, invece, per chiedere a tutti i soggetti che hanno mostrato interesse al tema di concentrare le proprie energie in una azione sinergica rispetto ad eventuali barlumi di genialità che in assurda ipotesi dovessero eventualmente precludere, nel corso del corrente anno, agli ASU utilizzati nell’ambito del territorio siciliano, di poter fruire della deroga di cui all’art. 1, comma 495 della Legge 160/2019. Aderendo alla proposta che per le vie brevi mi è stata suggerita dal Segretario del CSA Santino Paladino sarei assolutamente favorevole a favorire la costituzione di un fronte comune, ma solo ove ciò dovesse in futuro palesarsi necessario, per chiedere alla Regione Siciliana l’immediata emanazione di una “leggina” di recepimento per fare in modo che i precari di tutta la Sicilia e non solo, quindi, quelli che vivono ed operano a Barcellona Pozzo di Gotto siano trattati in maniera diseguale e deteriore rispetto a tutti gli altri colleghi di ventura che sono utilizzati da altre P.A. nel resto del territorio nazionale ed ai quali - secondo una tesi che personalmente, alla luce di una lettura delle norme improntata a criteri logico-sistematici, non reputo condivisibile né sotto l’aspetto applicativo né interpretativo - verrebbe riservata una maggiore possibilità di stabilizzazione del rapporto lavorativo. Non per chiosare, ma ribadisco che appare del tutto illogico, oltre che infondato, poter sostenere che le norme relative ai limiti delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni, ivi comprese quindi le loro deroghe, non possano e non debbano trovare applicazione diretta ed mmediata in Sicilia e ciò anche perchè le stesse rispondono direttamente ai principi di regolazione complessiva e contenimento della spesa pubblica oltre che di sana e corretta gestione finanziaria degli Enti locali che debbono necessariamente trovare immanente applicazione a tutto il territorio nazionale. Se così fosse, invero, non vi sarebbe stata necessità per il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto di uniformare la propria dotazione attuale ai limiti previsti dalla normativa nazionale e richiamati dal T.U.EE.LL., laddove, invece, nessun dubbio è mai balenato al Ministero dell’Interno, né a chiunque altro, circa la necessità che non sia necessario un preventivo recepimento in Sicilia delle regole nazionali e di quelle ulteriori previste dall’apposito D.M. del 10/04/2017. Faccio rilevare, comunque e ad abundantiam, che in tale gradata ipotesi, l'approvazione di una “leggina” di recepimento non avrebbe alcuna conseguenza di carattere finanziario per la Regione Siciliana, poiché in tal caso, (salvo che non si intenda agire per l'estensione agli ASU del medesimo trattamento economico-normativo già riservato ai contrattisti con la previsione del contributo fino al 2038), rimarrebbe del tutto intonsa l’attuale disciplina che prevede, nel caso di fuoriuscita degli ASU, l’erogazione del contributo quinquennale come quello già accordato a questo Ente e per i quali sussiste già l’apposito stanziamento nel Bilancio pluriennale della Regione. Se quindi se ne riscontri la necessità, e si voglia davvero dirimere a monte qualsiasi dubbio o questione interpretativa circa la vicenda dell’assunzione in deroga degli ASU per l’annualità corrente (che a mio giudizio, ribadisco, è invece già del tutto pacifica nel senso della possibilità di applicazione diretta dell’art. 1, comma 495 della Legge 160/2019), inviterei tutti, qualora me ne vogliate fornire l’opportunità, a sottoscrivere apposito ordine del giorno - che potrei direttamente predisporre - per impegnare l’ARS ad attuare questo semplice passaggio che potrebbe dare spazio, in Sicilia, alla soluzione di tantissimi problemi occupazionali irrisolti o ancora sospesi. Per una volta, forse, potremmo trasformare una vicenda partita con una finalità o connotazione decisamente polemica, in una occasione fortemente costruttiva e qualificare il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto come un vero e proprio protagonista dell’elaborazione di nuove soluzioni per le questioni occupazionali dei precari siciliani. Allego, ad ogni buon fine, copia della nota del Ministero dell'Interno di avvio della procedura e richiesta dati istruttori integrativi.

Il Segretario Generale Avv. Giuseppe Torre

Banner Splash.jpg