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"Il colmo della politica". Prima il sindaco lo votano, poi lo sfiduciano e vanno tutti a casa


Dopo una lunga seduta consiliare durate 4 ore passa la mozione di sfiducia proposta da sette consiglieri su 12. In otto votano e mettono fine all’amministrazione Munafò. Ricordiamo che era alla guida del comune tirrenico dalla primavera del 2018.

Il Sindaco Domenico Munafò ieri sera è stato sfiduciato dalla sua stessa maggioranza consiliare. Non sono mancati colpi ad effetto durante la seduta per votare la mozione di sfiducia al primo cittadino di Terme Vigliatore. Maria Rita Calabrò, Francesco Canduci, Florinda Duci, Domenico Feminò, Fabio Valenti, Daniele Biondo e Domenico Genovese e la stessa presidente del consiglio comunale Emanuela Ferrara, coloro che avevano proposto la mozione hanno messo fine all'attività amministrativa del sindaco Domenico Munafò.


Quello che accade in politica si vede soltanto nei film comici, eppure ancora certe cose fanno parte della realtà spesso anche crudele che in politica prevale su tutto e su tutti. Una mozione fondata quasi sul nulla, utile soltanto per anticipare le elezioni e provare a cambiare poltrona, quella poltrona che gli stessi consiglieri comunali avevano consegnato nella primavera del 2018 col loro appoggio al sindaco oggi sfiduciato e mandato a casa” inclusi gli stessi consiglieri”. Quello che avviene ora è l’arrivo di un commissario ad acta regionale che siederà in quel comune in attesa di nuove elezioni.

Una seduta consiliare abbastanza animata quella di ieri sera, dove non si sono risparmiati attacchi tra i presenti:

Giovanni Zanghi dopo la sua dichiarazione di voto ha abbandonato l’aula: duro il suo attacco nei confronti di coloro i quali hanno voluto la testa del primo cittadino, addirittura parla di un argomento indegno, riferendosi proprio alla mozione di sfiducia.

Anche Nuova Rinascita capeggiata da Angelo Sottile ricorda il momento difficile che sta attraversando il territorio con due alluvioni in pochi mesi, dove non è facile per nessuno risolvere tutti i problemi, una mozione che sicuramente andava evitata, dichiarandosi contrario a questa soluzione, voluta dai colleghi consiglieri. Noi non siamo colonia di Barcellona -dice Sottile-, il fallimento oggi è di tutti, perché incapaci di trovare soluzioni.

Dichiarazione a parte, che poco contano dopo che il danno si è già consumato, e col primo cittadino molto calmo come suo abitudine, il quale prendendo la parola ricorda a tutti coloro che lo hanno sfiduciato che c’è il piano di riequilibrio con ben 9 milioni di euro di debiti che i signori ex assessori Biondo e Genovese sanno bene, con tasse che non sono state riscosse dalla precedente amministrazione. “State svendendo la cittadina a dei padroni” senza rispetto e libertà - ha continuato il sindaco Domenico Munafò - certamente non le manda a dire, ed il suo sfogo è legittimo.

Oggi dunque si è consumata una brutta pagina politica per Terme Vigliatore, dove tutti sono responsabili, consiglieri comunali inclusi, capaci di appoggiare il sindaco durante le precedenti elezioni ed incapaci di supportarlo per far concludere i 5 anni del suo mandato. Se c’è una sconfitta politica la responsabilità è di tutti, nessuno escluso.

Molto facile dire che la colpa sarebbe tutta del sindaco. Quando la nave affonda, la colpa non è solo di chi la dirige, ma di chi si trova a bordo insieme al capitano.





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