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Cutroni Zodda: "come un piccolo motore a due tempi". L'Assessore Razza venga a vedere la situazione



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[Attese lunghe e snervanti per chi è costretto a ricorrere al Pronto Soccorso di Milazzo, mentre quello di Barcellona funziona come la miscela per motori a due tempi, "Covid e No Covid"]


Dicono che il Cutroni Zodda è stato aperto. Fino ad oggi a noi nessun comunicato stampa ufficiale, con riferimento alla riconversione del Cutroni Zodda


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L’unico Ospedale in città si trova in piena agonia, sta per morire lentamente, lasciando la sua sofferenza anche al popolo del distretto socio-sanitario P28, con 13 comuni della costa tirrenica in silenzio, privati dell'unico Ospedale più vicino alle loro esigenze, con l’interrogativo che è sempre lo stesso: perché avviene tutto questo? Perchè Asp5 e Assessorato regionale alla sanità non intervengono? La risposta sarebbe molto semplice: ciò avviene sapete perché? Chi dovrebbe decidere sul da farsi, non è all’altezza di decidere ed assumere posizioni e responsabilità per dire in modo chiaro come stanno i fatti. Ecco perché si continua con la "melina" a temporeggiare ed a palleggiare con la palla, in attesa di arrivare calcisticamente parlando a fine gara, cioè al 90° minuto di una sofferente partita di calcio, quasi giunta al termine, con una pesante sconfitta e senza la possibilità di poter assistere ai tempi supplementari o ai calci di rigore.


Forse mai, o solo qualche volta, in quasi 5 anni da quando assume l’incarico di Assessore Regionale alla Sanità, l’avvocato Ruggero Razza sarebbe venuto a Barcellona per constatare di persona la reale situazione del Cutroni Zodda e quella del Giuseppe Fogliani di Milazzo. L’Assessore regionale alla Sanità, sarebbe scollegato con la realtà ospedaliera vissuta dall’intera popolazione del distretto socio-sanitario P 28.


Non si ha neanche la minima idea dei problemi che giornalmente si presentano presso il Pronto soccorso del Fogliani di Milazzo, dove ci sono attese snervanti che variano "quando tutto va bene" da 5 a 10 ore prima che il paziente possa conoscere realmente il proprio destino.


(Tutto questo si verifica quasi giornalmente). La causa di tutta questa lentezza sarebbe da attribuire al pochissimo personale messo a disposizione nei reparti, mentre quel poco personale in servizio, deve farsi in quattro per sopperire a tutto il lavoro che giornalmente si presenta nelle corsie.


Intanto si organizzano incontri, conferenze stampa, show televisivi al chiuso e all'aperto, (in attesa di novità eclatanti) per prendesi i meriti di aver salvato l'Ospedale di Barcellona, e, poter dire domani, senza il mio interessamento il nosocomio sarebbe già morto molto prima. Proprio di questo si tratta.


Oggi, con la riapertura del Pronto soccorso e di alcuni reparti si correrebbe il serio rischio, per i pochi medici in servizio, di non poter garantire tutti i servizi ai pazienti ed incorrere in casi di malasanità.


L'apertura del Cutroni Zodda e la reazione:


Salvatore Chiofalo, Cgil: l'iniziativa sarebbe utile con tutti i reparti efficienti , ma vedo che non ci sono medici. Abbiamo scoperto l’acqua bagnata. Noto a tutti: senza personale non si va da nessuna parte. Questa è solo propaganda politica elettorale. Purtroppo, -afferma Salvatore Chiofalo- politicamente parlando, alla regione siciliana, la provincia di Messina è rappresentata dal “signor nessuno”.


Il Comitato cittadino a difesa del Cutroni Zodda, col Dott. Enzo Correnti dichiara che l’Ospedale deve essere sempre aperto, e non ad intermittenza, con questi organici non si possono garantire i servizi, Barcellona ha bisogno di maggiore rispetto. Dopo il 12 giugno, giorno stabilito per il referendum, inviteremo la cittadinanza a depositare il certificato elettorale, con diversi punti di raccolta in città. Abbiamo deciso dopo la consultazione -spiega il Dott. Correnti- perché non vogliamo ostacolare la votazione referendaria.

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