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[Carceri: l’AIGA visita anche la Casa Circondariale “Vittorio Madia” di Barcellona P.G.]



Attualità


>L’O.N.A.C., il primo osservatorio sulle carceri targato AIGA con 130 sedi in tutta Italia, fa visita anche alla Casa Circondariale “Vittorio Madia” di Barcellona Pozzo di Gotto.<


Barcellona P.G., 13 aprile 2022 – Nell’ambito del primo e storico evento nazionale che ha visto la visita contemporanea di 19 delle carceri italiane, oggi l’AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati) ha visitato anche l’istituto penitenziario di Barcellona Pozzo di Gotto, la Casa Circondariale “Vittorio Madia”. Gli avvocati Giuseppe Irrera, membro di Giunta nazionale e componente del Direttivo Nazionale del neo costituito Osservatorio sulle carceri dell’Aiga O.N.A.C., Cristian Mazzeo, membro del Consiglio direttivo e referente territoriale dell’O.N.A.C. della sezione barcellonese AIGA e Gianfranco Briguglio, referente territoriale dell’O.N.A.C. della sezione messinese AIGA, sono stati accolti questa mattina dalla direttrice dell’istituto, dott.ssa Romina Taiani e dal Comandante della Polizia penitenziaria, dott. Antonino Rizzo.


Questa mattina, i membri del nostro Osservatorio nazionale hanno potuto accedere in diciannove istituti penitenziari dislocati sull’intero territorio nazionale, tra cui la casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, struttura sorta nel 1925 come manicomio criminale, poi divenuta Ospedale Psichiatrico Giudiziario e, oggi, trasformata in una realtà particolarmente complessa con una sezione di reclusione, un reparto articolazione per la Tutela della Salute Mentale maschile e femminile, una Casa di Lavoro e, a breve, anche una Colonia Agricola. Tale articolazione - dichiara l’avv. Giuseppe Irrera, membro del direttivo nazionale O.N.A.C. - comporta notevoli difficoltà legate alla diversificazione trattamentale da adottare per la variegata popolazione di detenuti ospitata in un edificio strutturalmente inadatto a ciò. Malgrado ciò, grazie al lavoro svolto dalla dott.ssa Taiani, direttore della casa circondariale, dagli agenti di polizia penitenziaria guidati dal dott. Antonino Rizzo, dagli educatori e dalle risorse umane della società civile che, volontariamente, collaborano con le istituzioni, abbiamo trovato ambienti rispettosi della normativa penitenziaria, oltre che ordinati e puliti. Non mancano le criticità per la carenza del personale di Polizia Penitenziaria, inferiore a quello previsto, e anche per la carenza di personale sanitario che sarebbe opportuno inserire in una struttura che si caratterizza per la presenza di un reparto articolazione per la Tutela della Salute Mentale maschile e femminile.


A tal proposito, si registra l’assenza di personale medico specialistico e di personale OSA. Quello della salute mentale rappresenta uno dei problemi di maggiore complessità nel mondo carcerario che merita di essere affrontato con le necessarie competenze e le dovute attenzioni da parte del mondo politico.

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