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Barcellona, Sanità: se racconti i fatti, la verità potrebbe far male


In questi giorni abbiamo puntato la nostra attenzione su una tematica per noi assai importante di pubblico interesse che per chi fa informazione non può e non deve mai far finta che tutto proceda bene quando c’è di mezzo la salute pubblica dei cittadini.

Negli ultimi giorni abbiamo voluto puntare la nostra attenzione sulla sanità con riferimento al Cutroni Zodda di Barcellona, raccontando quella che secondo noi debba essere una struttura che torni ad avere i giusti servizi con la riapertura dei reparti dopo che la pandemia del covid-19 non abbia più fatto registrare ricoveri, e dove ultimamente ci sono soltanto 5 persone ricoverate.

Quello che con massima obbiettività e senza voler offendere o raccontare situazioni che avrebbero secondo noi potuto offendere, disturbare qualcosa o qualcuno.

Orbene, succede stranamente che non riceviamo più da qualche giorno i comunicati stampa da parte dell’Asp5 Messina.

Certi della buona fede o di una possibile dimenticanza ricordiamo che: all’interno di uno dei nostri ultimi articoli abbiamo anche mensionato il nome di un medico barcellonese, Paolo Calabrò, ex responsabile del pronto soccorso del Cutroni Zodda. Non vorremo minimamente immaginare che magari il solo fato di averlo giustamente difeso per il suo operato questo abbia infastidito qualcuno.

Se ciò fosse realtà, “ci auguriamo di sbagliarci”, la nostra attenzione sull’Ospedale di Barcellona rimane tale, anche senza i comunicati dell’Azienda Asp5, e, continueremo a raccontare i fatti che secondo noi sono quelli che interessano di più a noi e alla gente rimanendo liberi del nostro pensiero.


_Placido Calvo




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