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Barcellona, Cutroni Zodda: Quale futuro? Attualmente meno di 20 ospiti Covid-19



L’editoriale

- Meno di una ventina di persone ricoverate, alcune quasi guarite e pronte per uscire.


Cosa succederà tra alcuni giorni quando tutti gli ospiti saranno dimessi? Una domanda da un milione di dollari direbbe qualcuno.

Ancora in merito non si conoscono notizie su come sarà gestito il Cutroni Zodda, fino a qualche anno fa al limite della chiusura, mentre in questi ultimi due mesi si è dimostrato a tutti gli effetti il vero salvatore del territorio da Messina a Cefalù, riuscendo a reggere con diversi pazienti che giungevano da diverse comunità del territorio messinese.

Ricordiamo che anche da Messina città capoluogo di provincia dove esistono strutture molto più attrezzate arrivarono a Barcellona diversi pazienti nei giorni di alto contagio per essere curate dalla pandemia del Coronavirus.

Oggi, tuttavia, la realtà per fortuna è un’altra, con meno contagi e meno ricoveri che significa meno decessi.

Il punto Emergency o meglio il Pronto Soccorso che attualmente continua a rimanere aperto solo per visite Covid cioè: tosse, febbre alta, mal di gola e nient’altro.

Una persona che accusa un improvviso malore dovrà rivolgersi a Milazzo o Patti col serio rischio di arrivare in ritardo per essere strappata alla morte.

Ci sono improvvise esigenze dove non sarà possibile arrivare in extremis al Pronto Soccorso.

Allora bisogna trovare quei rimedi utili per sopperire a certe problematiche che potrebbero verificarsi.

Facciamo noi un accorato appello ai vertici della sanità Regionale e Provinciale per riorganizzare l’ospedale Cutroni Zodda di Barcellona, una struttura che dovrà sdoppiare i reparti per ritornare ad avere come giusto che sia, tutti quelli necessari “Pronto Soccorso incluso” per ogni esigenza-emergenza.

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