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A20 Il Cas non interviene? "La Procura di Barcellona è più celere". (Quattro indagati)



Da troppo tempo la tratta autostradale è stata lasciata in uno stato di abbandono, non solo sulla manutenzione dell’asfalto stradale, ma anche è soprattutto i numerosi cavalcavia finiti sotto la lente d’ingrandimento della Magistratura di Barcellona, che ieri ha emesso dei provvedimenti nei confronti di quattro persone deferite in stato di libertà, ritenute responsabili del reato di omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina. Sono il direttore generale del Cas (Consorzio autostrade siciliane), Salvatore Minaldi, l’ex direttore generale Salvatore Pirrone (dal 1 gennaio 2015 al 9 marzo 2018), l’ex direttore dell’area tecnica e di esercizio (dal 5 febbraio 2019 al 31 gennaio 2020), Giovanni Raffa, e l’ex presidente Alessia Trombino.


Piove sul bagnato sul Consorzio Autostradale Siciliano che ora dovrà correre ai ripari per mettere in sicurezza ben 22 cavalcavia che sono stati affidati in custodia agli enti fruitori del piano viabile e sottoposti a limitazioni di traffico al fine di limitarne la capacità portante in attesa dei necessari interventi funzionali e delle operazioni di ripristino.


Il decreto di sequestro preventivo è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari di Barcellona, su richiesta della Procura della città del Longano guidata da Emanuele Crescenti, ed eseguito dalla locale sezione di Polizia Stradale.


(Le anomalie)


Gli utenti che giornalmente pagano il pedaggio autostradale vogliono ed esigono sicurezza, quella che spesso viene meno: l’asfalto delle corsie rovinato per la presenza di buche, privo in alcuni tratti di manutenzione, gallerie al limite della visibilità, poco illuminate che mettono a serio rischio l’incolumità dell’utenza, anche per la caduta di pezzi di calcinacci.


Nel terzo millennio non è più consentito a chi gestisce le autostrade mettere a repentaglio la vita delle persone.

repertorio

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